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Gaurdo fuori dalla finestra del mio hotel e con il pensiero vado a quei giorni dell’agosto del 1944, quando i tedeschi in ritirata rasero al suolo la capitale polacca. Perirono 200 mila polacchi con uno dei piu’ insensati ordini di Hitler, distruggere la citta’. La patria di Chopin divenne solo macerie e polvere. I polacchi nel tempo l’hanno ricostruita la citta’, ridando alla capitale il volto e il ruolo che merita. Ho calpestato le pietre messe in opera, dove 80 anni fa’ c’e’ stata una guerra. La respiri a pieni polmoni l’aria fredda dell’est, che ha portato a quel tempo con se, distruzione e morte. Un viaggio educativo, rispettoso di una nazione che ha subito la piu’ malvagia delle punizioni. Oggi splende tra i suoi moderni grattacieli con il palazzo della cultura, il centro storico completamente messo a nuovo, il Castello e lo stadio nazionale di calcio , costruito per gli europei del 2012, un gioiello d’ingegneria e architettura all’avanguardia. Situato nel quartiere “Praga” sull’altra sponda del fiume Vistola, unica zona a non essere stata distrutta dai nazisti. Di sera lo si puo’ notare da molto lontano per la sua illuminazione con onda in movimento bianco e rossa, i colori della Polonia. Nella stessa zona sorge lo zoo di Varsavia, (La signora dello zoo di Varsavia – il film) dove i coniugi Antonina e Jan Zabinski, custodi dal 1939, salvarono animali e uomini dalle retate dei tedeschi. Ciao Varsavia, una bella esperienza, un tuffo nella storia. A questo servono i viaggi, aprono la mente e a mantengono vivo il ricordo. Che freddo pero’!
Md’A.